Premi per il controllo e sconti di minoranza in Europa: presentati alcuni dati in Legance


La determinazione del prezzo di acquisizione costituisce un importante elemento di valutazione e una determinante centrale del successo delle transazioni. Diverse sono le componenti che ne determinano il livello.

Milano, 16 ottobre 2019 – Si è svolto oggi il convegno dal titolo “Premi per il controllo e sconti di minoranza”, organizzato da Legance – Avvocati Associati.

Durante il convegno sono stati presentati i risultati di uno studio sul tema dei premi per il controllo e degli sconti di minoranza elaborato dal prof. Antonio Salvi dell’Università Commerciale Luigi Bocconi. Lo studio è stato svolto nell’ambito del centro di ricerca sulla finanza straordinaria, avviato da Legance, con l’obiettivo di monitorare con attenzione e continuità i principali fenomeni e trend di mercato relativi agli strumenti e alle tecniche della finanza straordinaria.

Si sono confrontati sul tema Alfredo Maria De Falco, Deputy Head of CIB, Head CIB Italy, UniCredit – Marco Giordani, CFO, Mediaset – CEO, RTI – Giampiero Mazza, Partner, CVC Capital Partners, Filippo Troisi Senior Partner di Legance e il Prof. Antonio Salvi.

I risultati di questa prima ricerca hanno indagato l’esistenza e l’entità dei premi puri per il controllo, ovvero della quota di sovrapprezzo pagato allo scopo di appropriarsi dei benefici esclusivi derivanti dall’acquisto di partecipazioni che consentono l’esercizio del controllo. I risultati mostrano che tale componente del prezzo complessivo di acquisizione è in media compresa tra l’1 e il 4%.

Si tratta di valori sensibilmente più contenuti rispetto a quanto registrato nel nostro Paese nel passato. Le motivazioni sono sostanzialmente riconducibili agli interventi legislativi volti a tutelare le minoranze, alle innovazioni nei sistemi di Governo delle società quotate e nella tendenziale riduzione dei gruppi piramidali.

La ricerca ha anche evidenziato l’esistenza di premi di minoranza in corrispondenza di soglie percentuali che consentono di acquisire il controllo di fatto o il suo esercizio congiunto, nonché un forte potere interdittivo degli azionisti di controllo, ancorché detenendo percentuali azionari qualificabili come di minoranza.

Gli imprenditori italiani – commenta Alfredo Maria De Falco, Deputy Head of CIB, Head CIB Italy, UniCredit – attribuiscono molto valore al mantenimento del controllo delle loro aziende, ma comprendono anche l’importanza di aprire il capitale ad investitori per consolidare un percorso di crescita.  Allo stesso tempo riscontriamo spesso un forte interesse da parte di investitori anche internazionali a puntare sull’eccellenza delle aziende italiane. Per cogliere questa esigenza e offrire la giusta soluzione ai propri clienti, UniCredit ha dato vita quest’anno ad un’iniziativa dedicata al supporto delle imprese, volta a convogliare fino a 2 miliardi di euro su partecipazioni di minoranza in aziende italiane, con un approccio paziente

“Sono molto lieto del successo dell’iniziativa – dichiara Filippo Troisi Senior e Founding Partner di Legance – che rientra nell’ambito di un più ampio progetto di istituzione di un Osservatorio di ricerca nell’ambito della finanza straordinaria che ha l’obiettivo di mettere a disposizione dei nostri clienti e della comunità finanziaria un servizio di analisi ed elaborazione delle principali dinamiche che caratterizzano i mercati di riferimento”.

Per Marco Giordani, CFO, Mediaset – CEO, RTI, “cultura aziendale e scelte etiche contano molto nel rapporto con le minoranze. Nel nostro mondo dei media, l’obiettivo è incrementare il valore per tutti gli azionisti a fronte delle forti discontinuità nelle tecnologie e nei modelli di business.  In particolare, nel caso dell’operazione di fusione in corso tra le nostre aziende quotate, quella italiana e quella spagnola, l’obiettivo industriale è unirsi per creare qualcosa di nuovo riconoscendo un rapporto di concambio equo. Gli interessi tra maggioranze e minoranze coincidono”.