Luglio 2017

Procedure di insolvenza e coordinamento europeo: il regolamento UE 2015/848 diventa operativo

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PROCEDURE DI INSOLVENZA E COORDINAMENTO EUROPEO: IL REGOLAMENTO UE 2015/848 DIVENTA OPERATIVO

In data 26 giugno 2017, è divenuto operativo il Regolamento UE 2015/848 (il “Regolamento”) in tema di procedure di insolvenza, che ha sostituito il Reg. CE 1346/2000 e che sarà applicabile alle procedure aperte a decorrere dalla stessa data. Il Regolamento rappresenta un ulteriore importante passo verso il consolidamento del progetto di cooperazione giudiziaria europea.

La normativa si pone in continuità con la recente concezione delle procedure concorsuali come momento non necessariamente prodromico alla liquidazione, ma di possibile riorganizzazione e sopravvivenza dell’impresa. In questo senso, il momento di intervento sulla crisi (nell’intento di favorirne il rientro) viene anticipato e l’ambito di applicazione del regolamento si estende - tra le altre grandi novità - alle procedure di pre-insolvenza, alle ristrutturazioni e alle soluzioni concordate. Il Regolamento tocca anche le difficoltà finanziarie delle persone fisiche (sovraindebitamento), mentre rimangono esclusi gli enti creditizi, le imprese assicuratrici, d’investimento e gli altri enti interessati dalla Direttiva 2001/24/CE, il cui controllo è demandato alle autorità di vigilanza nazionali.

Allo stesso tempo, il Regolamento mira a velocizzare e facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti e a limitare le pratiche abusive di forum shopping (ovvero di selezione da parte dell’impresa del regime fallimentare meno severo ed il trasferimento nel corrispondente Stato Membro al solo fine di usufruire di una normativa più favorevole). Per l’individuazione del foro e della sede competenti si conferma il criterio del COMI (Centre Of Main Interest) del debitore, tendenzialmente identificabile con il luogo ove è stabilita la sede legale, presunzione che, per la prima volta, può essere superata quando la gestione abituale e riconoscibile dai terzi degli interessi dell’impresa si localizzi altrove oppure quando il trasferimento della sede in altro Stato Membro, avvenuta nei tre mesi antecedenti la dichiarazione di insolvenza, venga ricondotta dal giudice al tentativo dell’imprenditore di eludere il regime fallimentare che gli si dovrebbe applicare.

A garanzia di un efficace coordinamento tra le giurisdizioni potenzialmente concorrenti che agevoli il pronto recupero dei crediti e che salvaguardi la par condicio creditorum, al giudice è per la prima volta affidato il potere di verificare d’ufficio - e quindi di dichiarare o negare - la propria giurisdizione; non solo, gli è demandata la classificazione della procedura come principale, se instaurata nello stesso luogo ove si trovi il COMI, o secondaria, per lo Stato in cui il debitore abbia una dipendenza e limitatamente ai beni presenti nel relativo territorio, con lo specifico intento di evitare che la seconda finisca per ostacolare o rallentare la prima.

Ancora, il Regolamento introduce una disciplina ad hoc per l’insolvenza di diverse società appartenenti allo stesso gruppo (tutte quelle controllate direttamente o indirettamente dalla stessa madre), che rinuncia all’individuazione di un singolo ordinamento di riferimento, ma che impone ai singoli responsabili delle procedure un obbligo di cooperazione e coordinamento tra loro, per quanto possibile, al fine di incrementare le probabilità di salvataggio del gruppo nel suo insieme.

Infine, viene prevista per l’estate 2019 l’implementazione di un sistema informatico interconnesso dei registri fallimentari nazionali, ad evitare potenziali conflitti e ad assicurare la piena condivisione delle informazioni, in quello che comincia a prender forma come Spazio giudiziario Unico europeo.


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