Luglio 2017 · solo italiano

Nuove norme sui controlli, sanatorie e sanzioni concernenti gli incentivi per gli impianti eolici e fotovoltaici

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NUOVE NORME SUI CONTROLLI, SANATORIE E SANZIONI CONCERNENTI GLI INCENTIVI PER GLI IMPIANTI EOLICI E FOTOVOLTAICI

 

1. Con la l. n. 96/2017, di conversione del d.l. n. 50/2017, sono state introdotte nuove disposizioni sui controlli e sulle sanzioni in materia di incentivi per gli impianti fotovoltaici ed eolici.

La norma (art. 57-quater) incide sull’art. 42 del d.lg. n. 28/2011 (il “Decreto Romani”) con riguardo (a) alle certificazioni dei pannelli impiegati negli impianti fotovoltaici e (ii) agli impianti eolici, già iscritti in posizione utile nel registro EOLN-RG2012, ai quali sia stato negato l’accesso agli incentivi di cui al DM 6 luglio 2012 a causa della errata indicazione della data di conseguimento del titolo autorizzativo in sede di iscrizione a registro.

 

2. La misura “Salva – Pannelli”

Vengono anzitutto disciplinate le conseguenze derivanti dall’impiego di pannelli non certificati sugli impianti fotovoltaici di taglia superiore a 3 kW.

Il tema ha in più riprese impegnato la giurisprudenza amministrativa, che lo ha affrontato in maniera non sempre univoca, con intuibili effetti destabilizzanti sul mercato.

L’esigenza di chiarezza è, in particolare, sorta a partire dai numerosi provvedimenti del GSE, il quale – accertata l’assenza di una valida certificazione attestante la conformità dei pannelli impiegati da numerosi operatori con le norme tecniche di settore CEI EN 61251/61646/62108 e CEI EN 61730-2 – dichiarava la decadenza dagli incentivi per “violazione rilevante”, ai sensi dell’art. 42, comma 3, del Decreto Romani e della lettera j) dell’Allegato 1 al D.M. 31 gennaio 2014.

Tali misure, tutte confermate in prima istanza dal TAR Lazio, sono state messe in discussione a partire dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 2006/2016 sul caso Punta Cugno, con la quale i Giudici di Palazzo Spada, dopo aver evidenziato che il rigetto dell’istanza ovvero la decadenza dagli incentivi possono essere legittimamente disposti dal GSE “nel caso in cui le violazioni riscontrate nell’ambito dei controlli […] siano rilevanti ai fini dell’erogazione degli incentivi”, avevano concluso per ritenere illegittimo il provvedimento di decadenza motivato dalla non conformità delle matricole rispetto all’Attestato di Factory Inspection prodotto, in quella vicenda, dalla società al GSE, legittimando la decadenza dal solo diritto alla maggiorazione tariffaria per i componenti dell’impianto riconducibili a produzioni UE.

La sentenza, oggetto di diverse impugnazioni da parte del GSE, è stata confermata dalla Corte di Cassazione n. 9967/2017, mentre risulta ancora pendente il ricorso per revocazione innanzi al Consiglio di Stato promosso dal medesimo GSE.

La nuova normativa introduce ora una sanatoria per gli impianti di taglia superiore a 3 kW i cui pannelli fossero sprovvisti delle certificazioni prescritte dalle varie discipline incentivanti, oppure fossero muniti di certificazioni non conformi a quelle richieste: in forza di questa sanatoria, è ora possibile evitare la misura della decadenza dalle tariffe incentivanti subendo solo una decurtazione della tariffa incentivante base per l’energia prodotta dalla data di decorrenza della convenzione con il GSE.

La decurtazione varia dal 20% al 10%, a seconda che l’assenza della certificazione sia dichiarata dal soggetto responsabile dell’impianto durante un procedimento di verifica avviato dal GSE, oppure in via autonoma.

La sanatoria, e relativa riduzione, sono applicabili su istanza del soggetto interessato, il quale deve avere però preventivamente intrapreso talune azioni (civili per inadempimento contrattuale e risarcimento del danno, nonché penali, per truffa) nei confronti del produttore dei pannelli.

Merita segnalare che, ai fini della sanatoria, il GSE deve accertare la conformità sostanziale dei pannelli “sulla base di idonea documentazione prodotta dagli istanti secondo modalità proporzionate indicate dallo stesso GSE” (nel caso Punta Cugno, il Consiglio di Stato aveva ritenuto sufficiente alla causa una perizia di parte).

Infine, la sanatoria vale solo per la contestazione relativa alle certificazioni, restando ferme “le conseguenze di eventuali altre violazioni ai fini del diritto all’accesso e al mantenimento degli incentivi”, con la conseguenza che, ove la decadenza contestata dal GSE trovi origine anche in altre violazioni rilevanti (come spesso accade), non legate al tema delle certificazioni, la sanatoria introdotta non potrà far recuperare al soggetto responsabile dell’impianto gli incentivi da cui è decaduto.

 

3. La misura “Salva – Registro eolico”

La seconda novità normativa consiste nella sanatoria riconosciuta agli impianti eolici già iscritti in posizione utile nel registro EOLN-RG2012, ai quali sia stato negato l’accesso agli incentivi di cui al DM 6 luglio 2012 a causa della errata indicazione della data del titolo autorizzativo in sede di iscrizione a registro.

In questo caso, la riammissione avviene a condizione che l’errata indicazione della data del titolo autorizzativo non abbia effettivamente avvantaggiato l’impianto in relazione alla sua posizione in graduatoria (si rammenta, infatti, che la data di conseguimento del titolo autorizzativo integra, ai sensi del D.M. 6 luglio 2012, un criterio di priorità da applicare nella formazione della graduatoria).

A differenza della misura introdotta per le certificazioni dei pannelli, la riammissione agli incentivi in questo caso opera indipendentemente da una richiesta espressa degli operatori e senza l’applicazione di decurtazioni tariffarie.


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