Marzo 2014

Le prime misure del "Jobs Act": la rivoluzionaria liberalizzazione dei contratti a tempo determinato e la semplificazione dell'apprendistato

Il 21 marzo 2014 è entrato in vigore il D.L. n. 34/2014 (“Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese”, il “Decreto”), che rappresenta il primo e più immediato intervento nell’ambito della riforma del mercato del lavoro annunciata dal Governo Renzi sotto il nome di "Jobs Act".
Il Decreto interviene solo su contratti a tempo determinato e di apprendistato, mentre per le altre riforme (in primis, ammortizzatori sociali e riordino delle forme contrattuali) i tempi appaiono un po’ più lunghi visto che si dovrà attendere che il Governo eserciti le deleghe contenute in un disegno di legge, una bozza del quale è stata anch’essa predisposta negli scorsi giorni.
Le misure contenute nel Decreto, per quanto di ambito limitato, rappresentano però una netta rottura con il passato, rivoluzionando - soprattutto per il contratto a termine - principi che sembravano parte essenziale dell'ordinamento italiano.
Il Decreto potrà divenire definitivo solo dopo la conversione in legge (entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore), ma sembrerebbe politicamente problematico un passo indietro rispetto ad una scelta così radicale.
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