Maggio 2016 · solo italiano

Entra in vigore il decreto su premio di risultato e welfare aziendale

Scarica la newsletter: ita

ENTRA IN VIGORE IL DECRETO SU PREMIO DI RISULTATO E WELFARE AZIENDALE

L’articolo 1, commi 182 e ss., della Legge n. 208/2015 (la “Legge di Stabilità 2016”) ha reintrodotto, dopo lo “stop” del 2015, l’imposta forfettaria e sostitutiva del 10% sul premio di risultato fino a € 2.000, erogato ai lavoratori titolari di un reddito inferiore a € 50.000. Condizione per beneficiare dell’imposta forfetaria è che tale premio sia però legato ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza, innovazione e venga corrisposto in esecuzione di contratti collettivi aziendali o territoriali.

Il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, pubblicato in data 16 maggio 2016 sul sito web del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali con avviso sulla Gazzetta Ufficiale del 14 maggio 2016, ha determinato le modalità di misurazione degli incrementi di produttività, nonché in generale le altre modalità per l’applicazione delle nuove disposizioni (il “Decreto”).
Vediamo allora quali sono le principali novità introdotte dal Decreto e quali sono gli adempimenti da seguire per poter in concreto beneficiare della detassazione.

I CRITERI DI MISURAZIONE DEGLI INCREMENTI DI PRODUTTIVITA’

Il Decreto prevede che gli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione necessari per essere ammessi al beneficio fiscale possano consistere alternativamente in: aumento della produzione; risparmio dei fattori produttivi; miglioramento della qualità dei prodotti; riorganizzazione dell’orario di lavoro (non straordinario) e ricorso a modalità di lavoro agile (smart working).

Il Decreto identifica già diciannove possibili indicatori degli incrementi di produttività (tra i quali ad es. riduzione assenteismo e numero di brevetti depositati, oltre ai più ovvi riferimento al volume della produzione o al fatturato), a cui se ne possono comunque aggiungere altri concordati fra le parti con il contratto collettivo aziendale o territoriale.

Traspare in ogni caso dalla nuova disciplina l’intento di promuovere un uso virtuoso dei premi di risultato, considerato soprattutto che il rispetto dei criteri, da valutare in un lasso di tempo “congruo”, deve essere “verificabile in modo obiettivo attraverso il riscontro di indicatori numerici o di altro genere appositamente individuati” dai contratti collettivi.

PARTECIPAZIONE AGLI UTILI E PREMI PER IL 2015

L’imposta sostitutiva del 10% si applica anche alle somme pagate sotto forma di partecipazione agli utili di impresa ai sensi dell’art. 2102 c.c.

Il Decreto prevede inoltre la possibilità di beneficiare della tassazione agevolata anche per i premi di risultato relativi all’anno 2015 ma erogati nel 2016, a condizione che il relativo contratto collettivo venga depositato (v. sotto) entro 30 giorni dalla pubblicazione del Decreto (ossia, entro il 15 giugno 2016) e che siano ovviamente rispettati i criteri stabiliti dallo stesso Decreto. 

COINVOLGIMENTO DEI LAVORATORI E AUMENTO DELL’IMPORTO DETASSATO

L’importo massimo soggetto all’imposta sostitutiva del 10% è aumentato sino a € 2.500 in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori. Il Decreto chiarisce che per coinvolgimento paritetico dei lavoratori si può intendere, a titolo esemplificativo, la costituzione di gruppi di lavoro misti fra responsabili aziendali e dipendenti, la creazione di strutture permanenti di monitoraggio degli obiettivi oppure la predisposizione di rapporti periodici.

Non risulta necessaria la costituzione di una rappresentanza sindacale, ma non è neppure sufficiente un semplice gruppo di consultazione.

DEPOSITO E MONITORAGGIO

Ai fini di scoraggiarne il possibile utilizzo abusivo, la tassazione del 10% è condizionata al deposito del relativo contratto collettivo aziendale o territoriale presso la competente DTL (Direzione Territoriale del Lavoro),
unitamente alla dichiarazione di conformità del contratto alle disposizioni del Decreto, da redigersi secondo il modello standard allegato al medesimo Decreto.

WELFARE AZIENDALE

Il Decreto contiene infine alcune disposizioni relative alla possibilità (anch’essa recentemente introdotta con la Legge di Stabilità 2016) per il datore di lavoro di erogare benefit ai lavoratori direttamente attraverso la consegna dei cd. voucher.

Il Decreto chiarisce che il voucher è nominativo, ossia deve essere utilizzato solo dal titolare, non può essere ceduto o monetizzato e deve dare diritto ad una singola prestazione per l’intero valore nominale senza integrazioni da parte
del lavoratore.

Ci sono solo due eccezioni: la prima permette di cumulare in unico voucher beni di valore complessivamente inferiore a € 258,23; la seconda riguarda i buoni pasto che continueranno ad essere disciplinati dalla relativa normativa speciale.


DISCLAIMER

La presente Newsletter ha il solo scopo di fornire informazioni di carattere generale. Di conseguenza, non costituisce un parere legale né può in alcun modo considerarsi come sostitutivo di una consulenza legale specifica.